Articolo pubblicato il 27 Novembre 2025 Tempo di lettura: 2 minuti

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato un nuovo Avviso Pubblico da 262 milioni di euro dedicato alle imprese del Mezzogiorno che vogliono investire in impianti fotovoltaici per l’autoconsumo, con la possibilità di integrare sistemi di accumulo elettrochimico. Un’iniziativa strategica per sostenere la competitività delle aziende, ridurre i costi energetici e accelerare la transizione ecologica del Sud Italia.

In questo articolo vedremo come funziona il bando, a chi è rivolto, quali progetti finanzia e come presentare correttamente la domanda.

Cos’è l’Avviso Pubblico MASE per gli Incentivi al Fotovoltaico

Il nuovo bando MASE rientra nel PNRIC 2021–2027 ed è mirato a sostenere le imprese che vogliono realizzare progetti di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo energetico.
Gli obiettivi principali della misura sono:

  • ridurre i costi energetici delle imprese del Mezzogiorno;
  • aumentare l’autonomia energetica e la capacità produttiva;
  • sostenere investimenti in energia solare;
  • favorire la transizione ecologica;
  • supportare soprattutto le PMI con minore disponibilità finanziaria.

Grazie a questo bando, le aziende possono finalmente accedere a incentivi energia solare concreti e inclusivi, in grado di ridurre significativamente l’investimento iniziale.

Chi può accedere agli incentivi fotovoltaici MASE

Il bando è rivolto esclusivamente alle imprese del mezzogiorno, senza limitazioni dimensionali. Sono ammesse:

  • Micro imprese;
  • Piccole imprese;
  • PMI;
  • Grandi imprese;
  • Reti d’impresa con personalità giuridica.

Il MASE ha riservato:

  • 60% dei 262 milioni alle PMI;
  • di cui almeno il 25% destinato a micro e piccole imprese.

Gli incentivi vengono erogati sotto forma di contributo in conto impianti, attingendo alla dotazione complessiva di 262 milioni di euro. L’intensità del sostegno varia in funzione della dimensione aziendale, con percentuali più elevate per micro, piccole e medie imprese.
Questo meccanismo permette di supportare in modo concreto soprattutto le realtà produttive più piccole, spesso limitate dalla scarsa disponibilità di capitali per avviare investimenti nel fotovoltaico.

In quali regioni devo essere localizzati gli impianti fotovoltaici

Per essere ammessi all’incentivo, gli impianti devono essere realizzati in aree produttive, industriali o artigianali situate in Comuni con più di 5000 abitanti nelle seguenti regioni del Sud Italia:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Questa scelta sottolinea l’intento del Ministero di rafforzare il tessuto produttivo di un’area strategica per la transizione energetica.

Quali progetti fotovoltaici sono finanziati

Il bando finanzia esclusivamente impianti per l’autoconsumo, con potenza compresa tra 10 kWp e 1 MWp.
Sono ammessi Impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici, con la possibilità di integrare sistemi di accumulo elettrochimico, da installare su edifici esistenti o coperture in zone industriali o artigianali.

Spese ammissibili nel bando

Il bando MASE ammette un’ampia gamma di costi direttamente collegati alla fornitura, al trasporto e all’installazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici, inclusi i sistemi di accumulo elettrochimico. Rientrano tra le spese finanziabili anche gli interventi necessari alla connessione alla rete elettrica, le attività di collaudo e messa in esercizio dell’impianto e le opere civili strettamente funzionali alla sua installazione.

Tutti i beni agevolati devono essere:

  • nuovi di fabbrica;
  • acquistati a prezzi di mercato;
  • acquisiti esclusivamente dopo la presentazione della domanda.

Per quanto riguarda i pagamenti, è obbligatorio l’utilizzo di strumenti tracciabili, così da garantire trasparenza e verificabilità delle spese.

Spese non ammissibili nel contributo:

  • contratti di leasing o locazione finanziaria;
  • acquisto di beni usati, rigenerati o ricondizionati;
  • lavori eseguiti in economia;
  • spese inferiori a 500 € IVA esclusa)per singolo bene.

Inoltre, per garantire l’efficienza economica degli interventi, il bando prevede limiti di costo unitario calcolati in relazione alla potenza dell’impianto (espressi in €/kW o €/kWh), così da assicurare la sostenibilità tecnica e finanziaria dei progetti presentati.

Come presentare la domanda: procedura e tempistiche

Le richieste devono essere inviate solo in formato telematico attraverso la piattaforma informatica del GSE.

Scadenze ufficiali

  • Apertura piattaforma: 3 dicembre 2025
  • Chiusura domande: 3 marzo 2026

Documentazione richiesta (in sintesi):

  • progetto tecnico dell’impianto
  • relazione energetica
  • preventivi e piano economico
  • documentazione aziendale
  • dichiarazioni per la gestione tramite GSE

Il GSE fornirà supporto tecnico-specialistico durante tutta la procedura, semplificando l’accesso alle imprese.

Un’opportunità strategica per il Mezzogiorno

Il Bando MASE da 262 milioni di euro rappresenta una delle occasioni più significative degli ultimi anni per il Mezzogiorno. In un’area caratterizzata da costi energetici elevati, infrastrutture spesso datate e difficoltà di accesso al credito, questo incentivo offre alle imprese la possibilità di ridurre i costi di produzione, migliorare la propria competitività e avviare un percorso concreto verso l’indipendenza energetica.
Grazie ai contributi a fondo perduto, all’attenzione specifica per le PMI e alla possibilità di installare impianti con sistemi di accumulo, il Sud può finalmente valorizzare il proprio naturale potenziale solare e trasformarlo in un vantaggio economico e produttivo.

Per approfondire tutti i dettagli dell’Avviso Pubblico, è possibile consultare la documentazione ufficiale direttamente sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica:

Con una finestra temporale di presentazione ampia e un sostegno economico robusto, questo bando rappresenta una leva strategica per stimolare investimenti, innovazione e crescita nel tessuto produttivo del Sud Italia.

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